Sci Alpinismo

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Liguria terra di mare ma anche di montagna, che offre miriadi di opportunità anche per gli amanti dello sci alpinismo.

Per questo Vittorio organizza week-end con la possibilità di passare una giornata a veleggiare con Tramontana o Grecale, che in inverno spirano praticamente tutti i giorni, e una giornata con le pelli di foca, a vedere il mare dall’alto …. 

….Monte Beigua, Rexia, e tante altre mete per scoprire una Liguria inedita …

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Monte Rexia (Arenzano)

Durante i mesi invernali,  l’interno della Liguria si ricopre spesso e volentieri del manto bianco, dando la possibilità di effettuare delle belle gite di sci alpinismo, mai troppo impegnative e forse un  po ricercate, ma sicuramente remunerative dal punto di vista paesaggistico, sciare a pochi chilometri dal mare che ne fa da contorno, quasi come se si fosse in Norvegia …. e poi scendere, entrare in una barca a vela riscaldata, come un rifugio di montagna, assaporare un Tea caldo, fare quattro chiacchiere, preparare la cena e dopo infilarsi nella propria branda, per poi il giorno dopo, guardare la montagna conquistata, dal basso, spinti solo dal vento … che emozione … con “Mareva” e Vittorio ora puoi realizzare questo sogno … !

Il week-end è organizzato solitamente con l’arrivo in barca al venerdì sera, il sabato è dedicato alla gita sci-alpinistica, che raggiungeremo con la propria auto nel giro di un’oretta, la domenica effettueremo l’uscita in barca a vela, il pernotto del sabato è a bordo, la cena a piacimento a bordo o in qualche trattoria del porticciolo di Savona.

Volendo si possono anche organizzare gite sci-alpinistiche nel basso Piemonte, con il raggiungimento della partenza della gita al sabato mattina, sempre con la propria auto, a fine gita raggiungeremo l’imbarcazione a Savona, dove proseguiremo il programma come sopra descritto.

Durante le gite Vittorio è sempre con Voi, ma non essendo ne Guida Alpina ne Istruttore ognuno è autogestito, ed è responsabile di se stesso, se siete alle prime armi o poco sicuri, non avete che da dirlo, Vittorio essendo in collaborazione con numerose Guide alpine e Istruttori farà in modo che siate accompagnati e seguiti, da persone abilitate.

Durante i mesi invernali, Vittorio organizza  in collaborazione con Guide Alpine, viaggi in Norvegia in barca a vela+scialpinismo, l’ attraversata della Valle Blanche da Chamonix o Courmayeur, e tantissime altre escursioni sulle più belle montagne delle Alpi. Per i meno avventurosi, Vittorio organizza uscite sulle piste da sci, di Prato Nevoso/Artesina o Limone Piemonte con seconda giornata in barca a vela …

.. Ed ora non temporeggiare oltre chiama e chiedi informazioni …

STAGIONE 2016/17

Punta Basei 3.338 mt. dal Lago del Serrù – Valle di Ceresole – (07/06/2017)

Difficoltà: BSA/F – Dislivello: 1.100 mt. Esposizione: Nord-ESt

Descrizione: Seguire la strada per il Colle del Nivolet, giunti al colle scendere al piano tenendosi sulla sinistra, e risalire i pendii posti sulla destra della nostra meta, dapprima con moderata pendenza che si accentua sempre più, fino a sbucare sul piccolo ghiacciaio del Basei. Seguirlo verso sx. per raggirare una piccola bastionata rocciosa che nasconde la Punta, raggiunta la cresta piegare decisamente a dx, e puntare alla meta, superando l’ultimo ripido pendio fino alla base delle roccette. Lasciati gli sci risalire con l’aiuto di corde fisse un passaggio obbligato, sbucando finalmente sulla sommità. Discesa per l’itinerario di salita.

Partito per fare la Grand Aguille Rousse, ripiegato sulla Basei, oggi giornata limpida e un po più fresca dei giorni scorsi, circa un’ora abbondante di portage, stavano pulendo la strada. la parte alta bella neve un po marcetta ma ben sciabile. Da solo.

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Cima Ghiliè dal Piano della Casa del Re – Valle Gesso – (25/05/2017)

Difficoltà: BS – Dislivello: 1.250 mt. – Esposizione: Nord-Ovest

Descrizione: dal Pian della Casa del Re o da dove si è lasciata l’auto si percorre la strada sterrata che poi diventa sentiero per il Rifugio Remondino. Quando nel pianoro del torrente si scorgono due ponti di legno, occorre scendere per attraversarli portandosi sul lato orografico destro del vallone, passando sotto il Rifugio Elena. Si risale un dosso roccioso comodamente a destra, e quindi si punta in direzione sud all’evidente imbocco del canalone dove si svolgerà la prima parte di salita (ben identificabile da un grosso masso nella parte iniziale). Per arrivare all’imbocco del canalone è anche possibile proseguire verso il Rifugio Remondino per poi attraversare il torrente del Vallone di Nasta, ma potrebbe risultare problematico con molta acqua.
Si inizia a salire quindi il vallone-canale di Balma Ghiliè, inizialmente piuttosto stretto, che con buona pendenza consente di salire velocemente di quota. Sopratutto nella parte iniziale fino ad un grosso roccione, occorre prestare attenzione ad eventuali buchi o a deboli ponti di neve sul torrente, per questo è consigliabile restare il più possibile a destra sulle contropendenze. Superata la parte più stretta e ripida, quota 2200 m circa il canalone si allarga diramandosi in due rami: quello di destra è un po’ più dolce ed ampio, quello di sinistra più stretto e ripido. I due rami si incontrano nuovamente a circa 2400 m in corrispondenza di una conca. Qui nuovamente si hanno due opzioni per la salita:
A- proseguire dritti attraversando la conca in falsopiano per poi continuare a salire per dossi con pendenza mai eccessiva, sino a raggiungere il colletto Ghiliè 2639 m. Qui si piega nettamente a sinistra, e sempre con pendii mai troppo ripidi si risale un pendio-valloncello che porta ad una spalla poco al di sotto del plateau sotto la cima.
B- proseguire a sinistra salendo subito un pendio piuttosto ripido che conduce ad una zona con affioramenti rocciosi; qui ha origine una valletta che occorre seguire verso destra, la pendenza diventa più dolce, e si arriva alla spalla poco sotto il plateau collegandosi alla variante A.
Siamo sul confine italo-francese, occorre attraversare l’altopiano sotto la Cima Ghiliè da destra a sinistra, per arrivare alla base del breve ma ripido pendio adducente la cima. Con sci ai piedi o a piedi in caso mancanza di neve tra le roccette si perviene così alla croce di vetta 2996 m. Discesa lungo lo stesso itinerario.

Dormito al Piano in tenda. Partito alle 7, un’ oretta di portage ravanage fino a circa metà del primo canale, poi neve continua fino a 50 mt. sotto la Cima. Neve totalmente trasformata, giornata non bellissima e un  pò di nebbia a tre quarti di gita, in alto, ma la Cima era limpida. Panorama e ambiente meravigliosi.

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Punta Violetta 3.031 mt. da Chiapilli di Sotto – Ceresole Reale – (17/05/2017) 

Difficoltà: BS – dislivello: 1.150 – Esposizione: S – Sud ovest

Descrizione: in base all’innevamento seguire la strada per il Nivolet e lasciare l’auto dove possibile. Continuare sulla strada fino al lago del Serru e poi all’ Agnel, oltrepassandolo e continuando o lungo la strada o per i bei pendii fino ad arrivare a circa quota 2.495 sotto le Rocche del Nivolet. Inoltrarsi nel valloncello ad est di esse per facili pendii fino a quota 2.600 circa. Deviare a destra e raggiungere il versante ovest di Punta Violetta,puntando l’evidente cresta che si raggiunge acirca quota 2.860 all’altezza di un omino, di qui seguire la cresta e in base all’innevamento raggiungere la punta sci ai piedi. Con innevamento sicuro è possibile risalire l’evidente pendio tra roccette che scende dalla punta.  Discesa per lo stesso itinerario con molte varianti.

Oggi giornata splendida e decisamente calda, zero rigelo notturno, gita di ripiego alla più impegnativa Gran Aguille Rosse non ancora in condizioni.

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Colle del Bettaforca  da Staffal – Valle di Gressoney – (05/05/2017)

Difficoltà: MS – dislivello: 900 mt. – Esposizione: Sid-est

Descrizione: da Staffal nei pressi dell’ hotel Monbosco prendere la stradina che porta verso Sant’ Anna, arrivo della funivia. Di qui inizia la pista dedicata agli sci-alpinisti, che porta fino al Colle di Bettaforca, all’arrivo della seggiovia. Attenzione perchè la pista autorizzata e battuta per gli sci-alpinisti parte dall’arrivo della funivia, appunto a Sant’ Anna, per cui ci sarebbe l’obbligo di prendere l’impianto per arrivarci. Nella parte bassa, quindi dall’ hotel all’ inizio della pista autorizzata, in realtà non si potrebbe risalire con le pelli, perchè all’interno delle piste da sci.

Oggi giornata meteorologicamente splendida, non si può dire altrettanto della neve, 25 cm. di farina pesante e collosa, scesa nella notte precedente. Volevo salire fino al passo di Bettolina, ma i 15 cm. di zoccolo cementato sotto gli sci, mi hanno fatto fermare al Colle ….

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Cima S. Lorenzo – Serpentera – Rif. Garelli e ritorno – strada P. Marchisio – Valle Ellero. (30/04/2017)

Difficoltà: MS – dislivello: 1.200 c.a. – Esposizione: Varie

Descrizione: percorrere la strada che da Rastello porta al Piano Marchisio, poco prima del piano a c.a. 1.600 mt. si incrocia una recente pista forestale sulla dx., a questo incrocio parcheggiare. Prendere la pista e raggiungere l’alpeggio sovrastante. Spostandosi verso dx. percorrere la valletta sotto le Rocche di Sarpentera, uscendo all’ omonimo colletto a c.a. 2.206 mt. Di qui puntare verso l’evidente punta di S. Lorenzo sulla dx. a quota 2.305. Arrivati in cima, scendere la cresta verso sx. e portarsi alla Cima di Serpentera N a quota 2.358 mt. Da qui scendere senza percorso obbligato verso il Rif. Garelli.  Ripellare e tornare alla Cima di Serpentera N, passando dalla porta di Sestrera. Una volta in Cima, scendere nuovamente verso la Valle Ellero, anche qui senza percorso obbligato, varie possibilità con pendii più o meno ripidi e canali vari, ritornando al Colletto di Serpentera, si può nuovamente ripellare e salire alle Rocche di Serpentera, e in base alle condizioni della neve, scendere verso la traccia di salita utilizzando i vari canalini, oppure tornando al Colletto. Ambiente selvaggio e con panorama mozzafiato sul Marguareis e i suoi canali Genovesi, Torinesi e Savonesi …

Oggi giornata variabile, in peggioramento, ma alla fine siamo riusciti a fare il giro senza problemi. Ottima neve trasformata su tutto il percorso, con solo una decina di minuti di portage.

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Cima di Fremamorta 2.731 mt. – Terme di Valdieri – Valle Gesso (23/04/2017)

Difficoltà: BSA – Dislivello 1.363 mt. – Esposizione: Est

Descrizione: Dalle Terme seguire la strada fino al Piano della Casa,  alcune zone soggette a grosse valanghe. A stagione avanzata si arriva al Piano in auto, accorciando notevolmente il percorso (6 km. circa). Si continua lungo il Piano, fino quasi al termine. Portarsi sulla dx. per risalire gli evidenti pendii verso sud-ovest alla base dello sbocco del Vallone di Ciriegia, arrivati al ripiano del poco marcato Vallone Culatta, si svolta verso Dx. (NO), e si risale un breve ma ripido canalino che taglia una barra rocciosa arrivando ad un ampio terrazzo poco inclinato. Lo si percorre per interro verso Nord-ovest con un lungo traverso fino ad una conca a circa 2.300 mt. si segue la conca verso ovest e si svolta a sinistra su un ripido pendio (valanga), fino a sbucare sul dosso che chiude a levante il più elevato dei laghetti di Fremamorta. Si svolta a sx. e si raggiunge l’omonimo Colle sullo spartiacque Gesso – Tinèe. Tolti gli sci nei pressi del ricovero militare, si risale il ripido pendio nevoso leggermente a dx. della cresta est-sudest che ci porta sul filo, superate alcune asperità rocciose e una forcellina (cornice) si raggiunge la cima.  discesa per lo stesso percorso, con numerose variabili su diversi canalini in base alle capacità.

Oggi giornata spettacolare, con neve trasformata su tutto il percorso, cresta finale completamente senza neve. Arrivati al Piano della Casa in auto.

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Passo delle Saline 2.174 mt. – Rastello – Valle Ellero (20/04/2017)

Difficoltà: MS – Dislivello 1.348 mt. – Esposizione: Nord-est

Descrizione: Da Rastello seguire la strada fino alla località Ponte Ciappa e proseguire fino al rifugio Mondovì. Da qui sempre a centro valle in leggera salita compiendo un semicerchio a destra fino al colle. In stagione avanzata si raggiunge il Piano Marchisio in auto da qui seguire l’itinerario sopra descritto. Discesa: stesso percorso.

Oggi l’ obbiettivo era la Cima delle Saline e attraversata alla Balur, ma lo scarso innevamento e il freddo intenso mi hanno fatto desistere al passo. Arrivato in auto a 10 minuti dal piano Marchisio, poi portage per un’ ora e un quarto, fino oltre al rifugio. da qui neve continua, molto gelata, arrivato al passo, il pendio finale verso la cima era per metà senza neve, per cui ho preferito tornare indietro. Giornata fredda.

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Anello Cima di Collalunga 2.760 mt. – San Bernolfo – Valle Stura (15/04/2017)

Difficoltà: salita MS, discesa OS – Dislivello: 1.100 mt. – Esposizione: Nord

Descrizione: gita da svolgere a stagione avanzata quando la strada è aperta fino a San Bernolfo.
Poco prima dell’abitato di San Bernolfo, oltrepassare il ponte sul rio Corborant e seguire la rotabile che conduce al Rif. Laus e al Lago di San Bernolfo m. 1913.
Continuare nell’ampio Vallone di Collalunga  fino all’ omonimo colle, di qui due possibilità in base all’innevamento, portarsi ai laghi e risalire lungo la cresta, oppure effettuando un traverso sulla dx. risalire il pendio che in breve porta alla cima.
Per la discesa ci sono quattro possibilità:
1) Scendere verso sud-est a ridosso della cresta di confine, fino al Colle di Seccia, uscire dal vallone sulla sinistra orogr. a quota 2140 circa (per evitare la ripida gorgia finale) e scendere a San Bernolfo;
2) Ridiscendere per l’itinerario di salita;
3) Scendere a sx. della cima per il vallone dei Dossi;
4) Scendere direttamente dalla cima verso nord-est.
Le ultime due discese sono molto ripide nel tratto iniziale, circa 40°.

Oggi giornata inizialmente bella, con temperatura accettabile. Salito per il Vallone di Collalunga per la via normale e sceso dal Vallone dei Dossi. In salita neve a 15 minuti dalla macchina mentre in discesa tenendo il versante a dx. della strada si arriva ancora alla macchina con gli sci. Il canale in ottime condizioni con roccette affioranti, neve molto bella e trasformata fino a quota 2.000 mt. circa, sotto marcia pesante.

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Anticima del Gran Golliaz 3.189 mt. Gran San Bernardo – Saint Rhemy (10/04/2017)

Difficoltà: OS – Dislivello: 1.490 mt. – Esposizione: Sud-Est

Descrizione: Fino al piano posto alla base del Colle di San Rhemy seguire l’itinerario sotto descritto dell’ Aguille de Lesache, da questo piano risalire verso sx. i ripidi pendii fino a raggiungere il detto Colle. Di qui percorrere il lungo traverso verso dx. quasi in piano della Comba des Phoules, portandosi alla base della bastionata rocciosa della cima del Gran Gilliaz, salire verso dx. al col des Angroniettes 2.936, attenzione alle cornici, dal colle risalire il ripido e ben visibile pendio che porta con sempre maggior inclinazione alla nostra meta. Discesa per l’itinerario di salita, ponendo attenzione alla partenza dalla cima, molto ripida e esposta.

Oggi giornata calda, neve di tutti i generi, pendio finale molto lavorato con neve pesante, poco sciabile. Dal colle Angroniettes al colle di S. Rhemy neve perfetta e fantastica anche il traverso si sciava benissimo, dal colle alla strada neve bagnata e pesante nelle esposizioni al sole, crosta non portante nelle esposizioni più all’ombra, in basso nei pendii più ripidi alcuni distacchi di superficie al passaggio, quelli che non ti ammazzano ma ti stritolano le gambe, strada con neve bagnata. Al momento si parte e si arriva ancora abbastanza agevolmente alla macchina, diciamo una decina di minuti di portage. Noi scesi intorno alle 11,45.

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Aiguille de Lesache 3.015 mt. – Gran San Bernardo – Saint Rhemy (06/04/2017)

Difficoltà: BS – Dislivello: 1.274 mt. – Esposizione: Est

Descrizione: Da S. Rhemy si sale seguendo la strada che porta al Colle del Gran S. Bernardo. Dopo essere passati sotto la strada del traforo, la si lascia nei pressi di Pra d‘Arc, dove su pendii ora diventati ripidi si va a raggiungere il tornante successivo.
Si sale in direzione Nord-Ovest a raggiungere Pra di Farco e continuando nella stessa direzione si arriva ad un pianoro posto sotto al Colle di S. Rhemy.
Davanti a noi si vede l’ampio canale non troppo ripido che prosegue sempre in direzione Nord-Ovest e che dovremo salire. Quando siamo ormai quasi in cima al canale, si devia alla propria sinistra fino a raggiungere un altro pianoro proprio sotto la vetta ormai ben visibile davanti a noi.
Con un ultimo tratto molto ripido si giunge in cima.

Variante di discesa:
Dopo essere tornati al pianoro sotto la vetta proseguire sempre in direzione Sud-Est, fino a raggiungere le rocce che impediscono la prosecuzione. Qui inizia il canale. Tale canale ben visibile in salita, è il primo canale a Nord del Colle di S. Rhemy.

Oggi giornata strepitosa, al mattino vento molto forte sulle creste e le punte, ma arrivati in cima come per magia il ventilatore si è spento. Neve trasformata fino a circa 2.700 mt, da questa quota in su circa 10 cm. di farina pressata e un pò ventata ma tutta sciabilissima. Al momento restando sulla strada e nelle esposizioni più all’ombra si parte e si arriva ancora dalla macchina con gli sci ai piedi, ma se scalda durerà pochi giorni. Direi consogliatissima …

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Punta Incianao  2.580 mt. – Valle Stura – Argentera (03/04/2017)

Difficoltà: BS – Dislivello: 900 mt. – Esposizione: Nord

Descrizione: Subito dopo le case dell’ Argentera si parcheggia nel piazzale sulla Sx. Superato il ponticello, si risalgono i ripidi pendii dell’esteso Bosco Bandito. Raggiunta la radura a circa 1.900 mt. si prosegue in direzione sud raggiungendo le vicinanze del Gias delle Lose. Tralasciato l’ ampio canalone che porta alla Cima delle Lose, si devia verso sx. (est) tra vallette e doline e si raggiunge la spalla a circa 2.400 mt. Di qui si segue la costa che separa il vallone dell’ Andelphan fino a raggiungere la piccola croce in legno di vetta.  Discesa lungo l’itinerario di salita con numerose varianti nel bosco.

Oggi gitarella di ripiego visto il pericolo valanghe 4, dopo le recenti nevicate. Neve fresca e un pò ventata nella parte alta, pendii sostenuti tutti ben sciabili. In Basso decisamente neve pesante e bagnata.

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Monte Ciaval 2.620 mt.  – Valle Stura – Besmorello (29/03/2017)

Difficoltà: BS pendio finale OS – Dislivello: 1.200 mt. – Esposizione: Sud – Sud Ovest

Descrizione: Ambiente spettacolare. Da Besmorello seguire le indicazioni per il Rif. Migliorero, quando si sbuca sul piano del rifugio, senza raggiungerlo, spostarsi verso dx. (senso di marcia), puntando i canali ben evidenti, noi abbiamo risalito il secondo su accumulo di valanga. Sbucati nella valle sovrastante piegare a dx. (senso di marcia), e risalire l’evidente canale che porta sul colletto. Di qui per breve cresta a dx. (senso di marcia) si raggiunge la vetta. Discesa lungo l’itinerario di salita.

Oggi giornata spaziale, neve fantastica solo sul pendio finale fino a quota 2.200 mt. da qui in giù neve collassata dal caldo, insciabile, da sotto il piano del Migliorero alcuni metti e togli. In salita sci a spalle sia sul pendio della valanga sia sull’ultimo.

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Monte Balur 1.820 mt. – Valle Gesso – Roaschia (20/03/2017)

Partiti per il più impegnativo Servatun, ripiegato sul Balur per neve marcia e insciabile …. peccato. Difficoltà BS. Dislivello complessivo 900 mt.

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Cima Seirasso 2.436 mt. – Artesina (CN) – Anello Colla Bauzano, Colla della Balma (16/03/2017)

Difficoltà: BS – Dislivello: 1.300 mt. – Esposizione: Nord

Descrizione: Si risalgono le piste fino alla Colla Bauzano, dalla colla si prende la strada in piano che passa ai piedi del Mondolè, lasciandolo sulla sx. Al termine della strada si attraversa il grande piano lasciando sempre il Mondolè sulla sx. Leggera discesa per andare ad incrociare la via normale che arriva dallo Stallone, alcuni balzi con percorso non obbligato portano ad un ultimo traverso e a un colle, da qui si sale verso dx. il pendio finale fino alla vetta. Per la discesa si torna allo Stallone e si prende la strada che arriva dal lago della Raschera, si rimettono le pelli per dirigendosi verso il rifugio della Balma – Pratonevoso, ricongiungendosi alle piste per tornare ad Artesina.

Neve ovviamente bella sulle piste, mentre dalla strada in poi neve un pò di tutti i tipi, da ventata portante a non portante, solo il pendio finale esposto a sud trasformato e ben sciabile.

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Monte Antoroto 2.144 mt. da Colla di Casotto – Valle Tanaro – Garessio (02/03/2017)

Difficoltà: BS – Dislivello: 1.000 mt. Esposizione: Nord

Descrizione: Dalla Colla di Casotto seguire le ex. piste fino al termine degli impianti, passando dal Monte Berlino, salire sul Monte Grosso. Di qui scendere alla Colla Bassa dove si risale il ripido pendio finale senza percorso obbligato fino alla cima. Attenzione su questo pendio alle placche di neve ventata o se si sta sul filo di cresta alle cornici. Discesa per lo stesso percorso. Volendo dalla Colla Bassa due itinerari alternativi o verso il Rifugio Manolino e poi risalita per circa 200. mt. di dislivello fino all’arrivo degli impianti e di qui discesa lungo le piste, oppure verso il Rifugio Savona con risalita di circa 200 mt. di dislivello verso il Monte Berlino e discesa lungo le piste. negli ultimi anni piste chiuse. Zona esposta a nord con neve sovente farinosa, pendii sempre sostenuti, divertenti e non pericolosi.

Oggi neve ventata sul pendio finale, mentre nella parte bassa trasformata, nel complesso tutta sciabile.

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Rocca della Bastera 2.617 mt. – Valle Vermenagna – Limonetto (26/02/2017)

Difficoltà: BSA – Dislivello: 1.200 mt. – Esposizione: Est finale Nord

Descrizione: Dal piazzale degli impianti di Limonetto, si segue verso dx. la pista di discesa che si abbandona quasi subito per prendere una stradina che si inoltra in piano verso i prati della Chiesa. Poco dopo all’altezza  di un ponticello che attraversa il rio si continua sulla strada quasi in piano, seguendo i tornanti, e raggiungendo il pianoro del circo vallivo. Da qui si trascura sulla sx. il classico itinerario per la Rocca dell’ Abisso, e si piega invece verso dx. (NO), per raggiungere  la base di un canalone posto all’estremità delle barre rocciose delle ripidissime pendici della cima Ciamoussè. Si risale il canalone (pericolo valanghe) per poi piegare sulla sx. i meno ripidi pendii di un terrazzo inclinato (1.950 mt.), dove evitata a sx. una barra rocciosa (cascata di ghiaccio), si sbuca su un ripiano. Si prende quota sull’ampio versante rivolto a est, che si sale senza percorso obbligato. Aggirati sulla dx. dei saltini rocciosi e superati alcuni dossi un pò ripidi alla dx. della slanciata Rocca della Bastera, si raggiunge un ripiano tra la nostra meta e il Frisson, ancora una breve rampa e si sbuca nella conca del Lago dell’Oro. Si svolta verso sx. (SE) a monte del lago per portarsi nei pressi di una sella. Si entra in una piccola conca e si risale il ripido pendio sulla sx. valutando attentamente le condizioni della neve. Si sbuca su un colletto dove lasciati gli sci si prosegue sulla breve e delicata crestina che porta in vetta, consigliati picozza e ramponi. Discesa per l’itinerario di salita, dal pianoro possibilità in base alle condizioni di scendere per vari canali, da valutare durante la salita.

Oggi giornata con meteo bellissimo, neve trasformata nei canali di discesa più esposti al sole, mentre all’ombra ventata non portante, pendio finale farina.

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